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Gaza, mille in piazza a Genova dopo lo stop alla Freedom Flotilla: c’è anche Queirolo Palmas. Ghio (PD) accusa il Governo

Il marinaio genovese riferisce privazioni e maltrattamenti durante la detenzione. La vicepresidente dem denuncia 300 tonnellate di aiuti di Music for Peace ferme e sollecita lo sblocco dei canali via terra per Gaza. Venerdì i portuali del Calp e Usb bloccano il porto: previsto l’arrivo di navi della compagnia israeliana Zim

Nel pomeriggio, circa un migliaio di persone è sceso in piazza a Genova dopo l’intercettazione della seconda ondata di barche della Freedom Flotilla dirette a Gaza. In corteo era presente anche Pietro Queirolo Palmas, ultimo genovese rilasciato dalle autorità israeliane, che ha riferito di aver riabbracciato i familiari e di ritenere il trattamento ricevuto assimilabile a torture, citando privazione del sonno, sbalzi termici, assenza di assistenza medica e ritiro dei medicinali anche a persone con patologie. Ha aggiunto di aver aderito allo sciopero della fame e di voler proseguire l’impegno politico al rientro.Alla manifestazione, con i camalli del Calp, era presente un altro genovese da poco liberato, José Nivoi.

All’alba, le imbarcazioni della nuova missione umanitaria sono state bloccate a circa 120 miglia nautiche da Gaza; le comunicazioni con la nave ammiraglia Conscience e con le otto barche a vela di Thousands Madleens si sono poi interrotte. Israele ha confermato l’intercettazione, annunciando espulsioni rapide e sostenendo che i passeggeri fossero in buone condizioni, mentre il vicepremier Antonio Tajani ha assicurato assistenza consolare. Il team legale internazionale di Adalah ha riferito di un intervento con elicottero e abbordaggi navali; gli organizzatori hanno denunciato il fermo anche di una barca con bandiera italiana. A bordo, tra le 145 persone, figuravano nove italiani tra medici, infermieri e giornalisti.

La vicepresidente del Gruppo PD alla Camera, Valentina Ghio, ha accusato il Governo di un atteggiamento reticente e, a suo giudizio, indecente rispetto a Gaza: ha sostenuto che, mentre in Aula si affermava che la via di terra sarebbe stata risolutiva per far giungere aiuti a Gaza, in concreto non sarebbe stato compiuto alcun passo per sbloccare quei canali. Ghio ha ricordato che oltre 300 tonnellate di aiuti alimentari raccolti da Music for Peace sono ferme in attesa di poter raggiungere Gaza, e ha denunciato che la richiesta di escludere alimenti “energetici” (come miele, marmellata e biscotti) penalizzerebbe proprio chi a Gaza soffre di denutrizione e graverebbe sulle associazioni chiamate a smaltire quei prodotti anziché consegnarli a Gaza. Ha inoltre riferito che il Partito Democratico è da settimane in contatto con Music for Peace e con il Governo per ottenere risposte, e che a una specifica interrogazione nel question time — presentata con Laura Boldrini e Peppe Provenzano — il Ministero avrebbe risposto senza indicare azioni puntuali per lo sblocco del canale via terra verso Gaza, arrivando persino, secondo la parlamentare, a negare la messa al bando dei cibi energetici. Per Ghio, tutto ciò confermerebbe l’inerzia dell’esecutivo nello sblocco degli aiuti umanitari destinati a Gaza.

Foto di Marco Pelizza


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